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Documenti degli ospiti: cosa è cambiato dopo il Garante del 29 aprile 2026

Se gestisci un B&B, un affittacamere o una casa vacanze e ti fai mandare la foto della carta d'identità su WhatsApp, quella prassi non è più difendibile. Ecco cosa dice esattamente il provvedimento e come si sistema il flusso di check-in senza complicarsi la vita.

Michele De VivoAggiornato il 10 agosto 2026

Il 29 aprile 2026 il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto su una prassi diffusissima nelle strutture ricettive italiane: farsi mandare dagli ospiti la foto del documento d'identità e tenerla nel telefono o nella casella di posta.

Il messaggio dell'Autorità è netto: dopo la comunicazione dei dati alle autorità di pubblica sicurezza, le copie non più necessarie vanno cancellate o distrutte. Il caso da cui è partito tutto riguardava carte d'identità fotografate e inviate su WhatsApp, poi rimaste archiviate per mesi.

Il punto in due righe

L'obbligo di legge è identificare l'ospite e comunicare i dati alla questura tramite Alloggiati Web, come previsto dall'art. 109 del TULPS. Non è, e non è mai stato, un obbligo di conservare copia del documento presso la struttura.

Perché tanti host si sono trovati fuori norma senza accorgersene

Perché i due adempimenti sembrano la stessa cosa e non lo sono. La legge ti chiede di verificare chi dorme da te e di trasmettere i dati entro le 24 ore. Da lì è nata l'abitudine di chiedere la foto del documento "per sicurezza", di tenerla nel caso servisse, e di lasciarla dov'è.

Il problema è che quella conservazione non ha una base giuridica: l'obbligo copre la comunicazione dei dati, non l'archiviazione dell'immagine. E i principi del GDPR su minimizzazione e limitazione della conservazione valgono anche per una struttura con quattro camere.

C'è poi l'aggravante del canale. Una foto su WhatsApp resta nel backup del telefono, spesso nel rullino, a volte nel cloud, e in genere anche nel dispositivo di chi l'ha mandata. Tecnicamente è la peggiore delle scelte possibili.

Come si sistema, in pratica

1. Separa l'identificazione dalla raccolta

All'arrivo, o prima, i dati dell'ospite ti servono per la schedina: nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero del documento. Sono dati, non serve l'immagine. Raccogliere quei campi in un modulo strutturato copre l'obbligo senza generare una copia da custodire.

2. Togli WhatsApp e l'email dal flusso dei documenti

Il canale va sostituito con qualcosa che raccolga i dati una volta sola e non lasci allegati in giro. Un modulo sul tuo sito, che l'ospite compila e firma dal telefono, fa esattamente questo.

3. Se una copia esiste, deve avere una scadenza

Se per un motivo specifico conservi qualcosa, deve esserci un termine dichiarato e un motivo scritto. "Non si sa mai" non è un motivo.

4. Metti per iscritto cosa fai

Un'informativa privacy che dica quali dati raccogli, per quale obbligo, per quanto tempo li tieni e a chi li comunichi. È il documento che ti salva se qualcuno chiede conto.

Il flusso che funziona

Prenotazione confermata → l'ospite riceve un link, non un allegato da stampare → compila i dati per la registrazione e firma dal telefono regolamento e informativa privacy → tu trasmetti su Alloggiati Web → all'arrivo ci sono solo le chiavi. Nessuna foto di documenti in nessun telefono.

Cosa NON è cambiato

Vale la pena dirlo, perché in giro si legge il contrario.

Domande che ricevo spesso

Posso ancora chiedere la carta d'identità all'arrivo?
Sì. Devi identificare l'ospite. Quello che non devi fare è tenerne una copia oltre il tempo necessario ad assolvere l'obbligo di comunicazione.
E se l'ospite me la manda su WhatsApp lo stesso?
Cancellala una volta trasmessi i dati, e controlla che non resti nel rullino o nei backup. Meglio ancora: dagli un altro canale, così non gliene viene l'idea.
Vale anche per chi ha una sola stanza?
Sì. Il GDPR non ha una soglia dimensionale, e gli obblighi di pubblica sicurezza valgono per tutte le strutture ricettive, comprese quelle in forma non imprenditoriale.
Quanto tempo posso tenere i dati della schedina?
I dati trasmessi restano nel sistema della pubblica sicurezza. Presso la struttura vanno conservati solo per il tempo necessario a gestire il soggiorno e gli adempimenti fiscali collegati, con un termine dichiarato nell'informativa. Se hai un dubbio su un caso specifico, chiedi a un consulente: qui si parla di regola generale, non del tuo caso.
Fonti

Il prossimo documento, fallo firmare così.

Mandami il modulo che usi oggi — una foto va benissimo. Ti rispondo con come diventerebbe, con la tua grafica.

Scrivimi a info@firmapronta.it

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